Una fiaba chiamata Molise

Ogni nòbbele vè ra la zappa

VENERDÌ

Ore 09.30 arrivo a Venafro e visita delle Chiese

Chiesa dell' Annunziata, Chiesa di Cristo, Chiesa di San Francesco anno 1332, Chiesa di Santa Chiara, Chiesa del Purgatorio (Barocca), Chiesa del Carmine, Cattedrale.

Ore 14.00 Pranzo presso il Ristorante IL Concio

Ore 15.15 Check-in presso il B&B La Corte dei Morra

Ore 16.00 Visita al Castello Pandone e al Museo Archeologico

Ore 18.00 Visita al Museo Winterline

Ore 20.30 Cena presso Il Concio (in genere non si mangia nello stesso luogo del pranzo a meno che non ci sia una convenzione con il B&B)

SABATO

Ore 08:30 Colazione presso il B&B

Ore 09.30 Visita al Parco degli Ulivi

Ore 11.30 Visita al Castello Pignatelli

Ore 12.30 Partenza per Isernia

Ore 13.00 Pranzo al sacco (chi lo prepara questo sacco?????) e passeggiata libera

Ore 15.00 Visita al Paleolitico

Ore 16.30 Visita al Centro Storico: Museo Santa Maria delle Monache, Museo Civico e Cattedrale di San Pietro

Ore 20.30 Cena presso Al Pizzaiuolo

Pernottamento Residenze Portacastello (conviene farli dormire in un unico posto)

DOMENICA

Ore 8:30 Colazione presso il B&B

Ore 10.00 Arrivo a Castel San Vincenzo (zona Cartiera), visita Scavi e Abbazia di San Vincenzo

Ore 13.00 Pranzo presso "Botte 40"

Ore 15.00 Visita al Lago, passeggiata tra i vicoli con visita al "Museo Faunistico".

Ore 18.30 Visita al " Museo della Zampogna" di Scapoli

Ore 20.00 Cena presso Locanda Belvedere

Rientro ad Isernia

LUNEDÌ

Ore 8:30 Colazione presso il B&B

Ore 10.00 Check out e Rientro nelle rispettive sedi

SE METTI COSI' NEL DETTAGLIO DOVE MANGIARE E DOVE DORMIRE VANNO INDICATI ALMENO I PREZZI DI MASSIMA

CASTELLO PANDONE

Castello di origine Longobarda, nel secondo piano sono presenti affreschi, sculture e tele che testimoniano il periodo medioevale e barocco.

Nel periodo angioino furono realizzati il fossato e le tre grandi torri. Il conte Pandone lo trasformò con affreschi raffiguranti i suoi cavalli.

CHIESA DEL CRISTO

La chiesa fu eretta nel 1545 dalla Confraternita dell'Eucaristia per i malati, gruppo che sponsorizzava un ospizio locale. Sperando di evitare la malattia, avevano abbandonato la Cattedrale di Venafro durante la peste in questa località allora più rurale nella parrocchia di San Giovanni De Graecis, Nel 1650, l'edificio fu ristrutturato e ampliato, e la vecchia chiesa divenne semplicemente il presbiterio e la sacrestia. L'ingresso e la facciata sono stati dati un ingresso panoramico con scale e balaustra. La chiesa fu riconsacrata nel 1790 e un tempo ospitava

il reliquiario d'argento con la testa di San Nicandro.

Gli interni sono a navata unica, decorati in stile barocco.

CHIESA DELL'ANNUNZIATA

Si tratta di una delle chiese più interessanti e di valore artistico della cittadina e del Molise, sede dell'omonima confraternita. Sorge nella parte alta della città, in Largo Annunziata, ai piedi del Castello Pandone, e possiede il campanile più alto della città. L'interno è a navata unica, coperto da una grande volta realizzata con incannucciata intonacata, che accoglie un affresco centrale della Madonna in gloria tra Santi e Apostoli. Sui lati della navata, in ordine di tre cappelle per lato, ci sono questi altari secondari, alternati ai pilastri portanti della chiesa. Il capo altare si erge su tre gradini, realizzato in marmi policromi, l'impiego di varie qualità di marmo realizza degli accentuati effetti decorativi, misti alla luce che entra dalle finestre e degli oculi della cupola presbiteriale. La tela del capo altare è l'Annunciazione di Giacinto Diano.

IL PARCO REGIONALE DELL'OLIVO

Il Parco Regionale dell'Olivo di Venafro o è la prima area protetta dedicata all'olivo, unica nel suo genere nel Mediterraneo. La sua istituzione intende promuovere e conservare l'olivicoltura tradizionale che a Venafro ebbe fasti e splendori, tanto che i Romani ritenevano l'olio prodotto in loco il più pregiato del mondo antico. Nessun luogo al mondo coltivato ad olivo, infatti, può vantare simili tradizioni e citazioni letterarie. Il Parco è anche occasione di riscatto per un territorio penalizzato negli ultimi decenni dall'incuria e dall'abbandono, a dispetto delle sue qualità paesaggistiche, naturalistiche e storiche.

WINTER LINE

Il 15 marzo 2008, In occasione della cerimonia di commemorazione delle vittime del 15 marzo 1944, è stata inaugurata ufficialmente a Venafro (IS), nello storico palazzo De Utris (vicinanze del municipio), la mostra permanente incentrata proprio su reperti di interesse storico riguardanti il secondo conflitto mondiale, denominata "Winter line".

IL MUSEO ARCHEOLOGICO

Il Museo archeologico di Venafro è ospitato all'interno del monastero seicentesco di S. Chiara, nel centro storico di Venafro, dove dal 1931 aveva trovato collocazione un primo nucleo di materiale archeologico, proveniente dalle Terme di S. Aniello. Oltre all'antica raccolta il museo conserva i ritrovamenti provenienti dai recenti scavi archeologici, che hanno permesso di conoscere meglio l'insediamento sannitico e la città di età imperiale. Di particolare interesse è l'editto augusteo con le regole d'uso dell'acquedotto, redatto negli anni tra il 17 e l'11 a.C. Il documento contiene le indicazioni sulle modalità costruttive, Tra i molti reperti di rilevanza storica emerge una scacchiera che vanta il primato europeo.

IL CASTELLO PIGNATELLI

In assenza di notizie esplicite, la circostanza che la comunità di Monteroduni invochi S. Michele Arcangelo come suo protettore ci aiuta a comprendere che le origini del suo insediamento debbano essere ricondotte all'epoca longobarda, quando il principe degli Angeli veniva considerato come il protettore delle postazioni fortificate di nuovo o antico impianto. La notizia, che ci proviene dalla cronaca di Riccardo di S. Germano, se non ci dice nulla sulla struttura urbana di Monteroduni, ci è utile per comprendere come fosse importante il sito nell'ambito dell'organizzazione castellana della fascia mediana del Matese.

PALEOLITICO

Contiene la mostra permanente dei reperti paleolitici provenienti dagli scavi di Isernia La Pineta, dal nome del sito che fu abitato circa 736.000 anni fa da ominidi, mediaticamente definiti col nome di Homo Aeserniensis [senza fonte], ma probabilmente, se la datazione venisse confermata, esemplari di Homo erectus, e dove è in costruzione un grande museo con annessa scuola di restauro.

Il giacimento preistorico di Isernia "La Pineta" fu scoperto occasionalmente nel 1978 durante i lavori per la costruzione di una bretella della SS 85; per l'enorme quantità di reperti rinvenuti o ancora da scoprire rappresenta un'eccezionale documentazione delle fasi più antiche del popolamento del

continente europeo e costituisce un punto nodale per lo studio

della preistoria italiana ed europea.

MUSEO STORICO

Ubicato in piazza Celestino V, è dedicato al bombardamento americano del 10 settembre 1943, quando sulla città furono scaricate tonnellate di bombe per sbarrare la strada ai tedeschi in ritirata. Qui sono esposte le divise dei vari eserciti che combatterono a ridosso della linea Gustav, gli effetti personali dei soldati, le loro armi e ciò che resta di alcune delle gigantesche bombe sganciate dagli alleati, ma soprattutto, in una sorta di sacrario, sono riportati tutti i nomi delle persone che quel giorno persero la vita.

LA CATTEDRALE DI SAN PIETRO APOSTOLO

Il duomo d'Isernia, ufficialmente cattedrale di San Pietro Apostolo, è l'edificio di culto cattolico più importante della città di Isernia, chiesa madre della diocesi di Isernia-Venafro e sede dell'omonima parrocchia. Si trova in piazza Andrea d'Isernia, nel centro storico della città e sorge su un antico tempio pagano italico del III secolo a.C.; il suo aspetto odierno è il risultato di numerosi interventi, effettuati sia dopo i numerosi terremoti, sia in seguito a progetti di rinnovamento dell'edificio.

MUSEO DI SANTA MARIA DELLE MONACHE

Il Museo Nazionale di Santa Maria delle Monache (Isernia), dispone di una sala di museo archeologico dedicato ai ritrovamenti della soluzione del Paleolitico Isernia La Pineta, con frammenti di ossa di vari animali, continua con la caccia e il cibo, strumenti di pietra intagliata, nella posizione in cui sono stati ritrovati. Una seconda salaè dedicata all'antiquariato di Aesernia, colonia romana fondata nella metà del II secolo.

MUSEO FAUNISTICO OSCAR CAPORASO

All'interno si ammira l'intero campionario della fauna

delle Mainarde e una vasta collezione ornitologica e

entomologica; molti gli esemplari imbalsamati;

tra i quali si osserva il lupo, la lince, il cervo ed altri

ungulati ubicati tutti al piano terra di un grazioso

palazzotto baronale, efficientemente restaurato dal

Parco per renderlo idoneo ad ospitare il Museo.

LAGO CASTEL SAN VINCENZO

Custodito tra le meraviglie del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise c'è il lago di Castel San Vincenzo al Volturno , un piccolo gioiello che potrete trovare nell'omonimo borgo della provincia di Isernia, in Molise. il Lago di Castel San Vincenzo al Volturno è uno specchio d'acqua che non sembra artificiale, una meraviglia color turchese circondato da boschi in cui si specchiano le vette delle Mainarde. Il Lago di Castel San Vincenzo è uno specchio color turchese su cui si specchiano le imponenti vette delle Mainarde. Si tratta di un lago artificiale realizzato verso la fine degli anni '50 per scopi idroelettrici. È alimentato dai torrenti della Montagna Spaccata, dei comuni vicini di Alfedena e Barrea.

ABBAZIA DI SAN VINCENZO

L'abbazia di San Vincenzo al Volturno è una storica abbazia benedettina posta nel territorio dei comuni di Castel San Vincenzo e di Rocchetta a Volturno in Provincia di Isernia, nell'Alta Valle del Volturno.

Il sito ospita gli scavi dell'abbazia longobarda del V secolo sulla riva sinistra del fiume e la nuova abbazia del XII secolo sulla riva destra che, profondamente ricostruita nei secoli, è tutt'oggi visitabile ed ospita una comunità benedettina.

MUSEO DELLA ZAMPOGNA DI SCAPOLI

Scapoli è famoso anche in ambito internazionale per essere la patria delle zampogne. E' uno dei pochi paesi in Italia dove, insieme alla presenza di abili e valenti suonatori, sopravvive l'antica tradizione della fabbrica delle zampogne, grazie ad un numero ristretto di artigiani che, tramandandosi le tecniche di costruzione, tengono in vita questo strumento musicale ed assicurano il necessario ricambio generazionale. Nel museo, dislocato su tre piani, è possibile ammirare, tematicamente

catalogate, tante zampogne di ogni parte del mondo e prodotte

in varie epoche. 

Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia